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LO STATUTO DEL CIRCOLO


STATUTO
Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori (C.R.A.L.) Start Romagna ETS


INDICE


Art. 1
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  1. A norma dell'articolo 18 della Costituzione Italiana, degli articoli 36, 37, 38 del Codice Civile, dell'art. 11 della Legge 300 Statuto dei Lavoratori, si è liberamente costituito nell'ambito dell'Azienda Trasporti Start Romagna il Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori (C.R.A.L.) Start con sede in Via Carlo Alberto dalla Chiesa n. 38/40 a Rimini, avente il seguente C.F. 9100252590403 Da ora denominato "Associazione CRAL Start Romagna ETS" Il presente statuto viene redatto tenendo conto di quanto previsto dalla legge n. 106 del 06/06/2016 e D.Lgs 117/2017 e nelle more della loro applicazione tiene conto anche di quanto previsto dal D.Lgs 460 del 18/11/1997 e dalla legge 383 del 07/12/ 2000. Pertanto l'associazione ha le caratteristiche di Associazione di promozione Sociale (APS) ed Ente del Terzo Settore (ETS) Si prende atto che in data 21 dicembre 2015 è stata effettuata la fusione per incorporazione delle Associazioni CRAL ATM Ravenna e CRAL Trasporti Forlì Cesena nell'Associazione CRAL Start Romagna, il cui atto di fusione è parte integrante del presente Statuto (allegato 1/a). L'associazione, pur mantenendo la propria autonomia patrimoniale ed organizzativa, può aderire ad un Ente di promozione Sociale iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale presso il Ministero degli Interni, accettandone lo statuto e ne adotterà la tessera nazionale quale tessera sociale.

Art. 2 - PRINCIPALI SCOPI GENERALI DEL CIRCOLO
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    Il Circolo ha il compito fondamentale:
  1. Promuovere e realizzare iniziative di carattere ricreativo, culturali, artistiche di interesse sociale;
  2. Promozione e organizzazione di attività assistenziali, formative e turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  3. Organizzare e gestire attività sportive dilettantistiche;
  4. Favorire e sollecitare iniziative atte ad armonizzare la vita associativa, allo scopo di accrescere le capacità morali, intellettuali, fisiche ed artistiche dei Soci, quelle innovative e quelle di alto contenuto culturale e sociale;
  5. Promuovere l'assistenza e la solidarietà fra i soci;
  6. Nell'individuazione delle iniziative da promuovere, realizzare o gestire ai sensi dei precedenti commi, saranno privilegiate quelle suscettibili di più larga partecipazione dei Soci e in particolare esercitare, in via principale attività di interesse generale e di perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
  7. Per tali scopi ed attività'il Circolo potrà attuare tutte le iniziative necesarie ed opportune con strutture proprie e ad avvalersi, se ritenuto opportuno, di strutture pubbliche o con queste convenzionate.
    • Nell'individuazione delle iniziative da promuovere, realizzare o gestire ai sensi dei precedenti commi, saranno privilegiate quelle suscettibili di più larga partecipazione dei Soci e In particolare esercitare, in via principale attività di interesse generale di perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
    • Nella realizzazione dei suoi compiti, il Circolo rivolge particolare attenzione a valorizzare atteggiamenti e comportamenti attivi dei soci, al fine di determinare le condizioni di una più ampia ed estesa azione culturale, volta a coinvolgere il più alto numero di persone per il rinnovamento democratico della società, per l'affermazione della pace, dei diritti e della dignità della persona, della solidarietà, della giustizia sociale, per la tutela e salvaguardia della salute, della natura e dell'ambiente, per una più elevata qualità della vita.
    • Il Circolo s'impegna nella promozione e nello stimolo delle libere opzioni dei lavoratori garantendo la loro dialettica.
    • Il Circolo opera in collegamento con le strutture aziendali e nonché con le strutture sindacali territoriali ogni qualvolta vi sia la necessità di stipulare, integrare e/o modificare un contratto aziendale di lavoro.
    • Il Circolo, inoltre, può partecipare ad iniziative dell'Associazionismo culturale e democratico e promuovere direttamente o con altri Circoli Aziendali e territoriali, lo sviluppo del rapporto con le aggregazioni democratiche e gli strumenti di partecipazione presenti sul territorio.
    • Il Circolo ricerca momenti di confronto con le forze politiche e sociali, nelle valorizzazioni dei diversi ruoli con le Istituzioni pubbliche Enti locali ed Enti culturali, turistici e sportivi per contribuire alla realizzazione di progetti condivisi che si collocano nel quadro di una programmazione territoriale delle attività del tempo libero. Il Circolo, per il raggiungimento dei propri scopi, si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali volontarie e gratuite dei propri aderenti.

Art. 3 - CARATTERISTICHE DEL CIRCOLO
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  1. Il Circolo è un istituto unitario ed autonomo apolitico; non ha finalità di lucro, persegue scopi civili e solidaristici, è amministrativamente indipendente, è diretto democraticamente attraverso il Consiglio Direttivo eletto da tutti i soci.
  2. Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività promosse e organizzate dal Circolo sono a disposizione di tutti i soci i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto degli appositi regolamenti.
  3. Con i medesimi regolamenti sono disciplinate le modalità di partecipazione e di fruizione dei famigliari dei soci e di singoli cittadini.
  4. Il Circolo, in considerazione delle pluralità dei suoi fini e delle sue attività, può articolarsi in sezioni specializzate e gruppi d'interesse.
  5. Esso può inoltre promuovere cooperative, associazioni ed altri organismi autogestiti con il compito di rispondere alle esigenze ed ai bisogni di quanti si riconoscono negli obiettivi e nelle finalità del Circolo stesso.
  6. Le Sezioni specializzate, le associazioni, i gruppi d'interesse, le cooperative e gli altri organismi in cui si articola il Circolo, possono anche operare attraverso un ampio rapporto di collaborazione con l'Associazionismo democratico.
  7. I compiti, i livelli di responsabilità, le norme di funzionamento delle sezioni specializzate, delle associazioni, dei gruppi d'interesse, delle cooperative e degli altri organismi di cui si articola il Circolo, sono stabiliti da appositi regolamenti o statuti tenendo conto della normativa vigente.
  8. I regolamenti d'applicazione dello Statuto e gli altri regolamenti sono parte integrante dello Statuto.

Art. 4 - SOCI DEL CIRCOLO
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  1. Possono essere soci del Circolo tutti i lavoratori dipendenti e pensionati dell'Azienda START ROMAGNA. Possono inoltre essere soci del Circolo, tutti i cittadini che ne condividono le finalità. Le richieste d'iscrizione al Circolo vanno indirizzate al Consiglio Direttivo su modulo a ciò predisposto, il quale organo dovrà valutare di volta in volta l'ammissione della domanda, dando comunicazione motivata dell'esito all'interessato. Sarà facoltà dei richiedenti ricorrere, contro l'avverso al collegio dei Probiviri o in assenza al Collegio dei revisori dei conti.
  2. Tutti i soci confermati hanno uguali diritti e doveri nei confronti dell'associazione, escludendo espressamente ogni tipo di discriminazione derivante dalla temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
  3. Tutti i soci hanno pertanto diritto a frequentare i locali del Circolo ed in partecipare a tutte le manifestazioni indette dal Circolo stesso e di visionare i libri sociali.
  4. Possono altresì partecipare alle attività del circolo i familiari conviventi dei soci ed i soci di associazioni e/o di federazioni di secondo grado che aderiscono ad associazioni o federazioni di secondo livello a cui anche il CRAL START aderisce e che, abbiano stipulato accordi di collaborazione o di reciprocità con lo stesso.
  5. Salvo per i soggetti di cui al comma precedente e per tutti quelli previsti dal comma 3 dell'articolo 111 del D.P.R. n°917/1986, tutti coloro che frequentano la sede sociale e che fruiscono dei servizi associativi devono essere regolarmente iscritti al Circolo, secondo le modalità previste nel presente statuto.
  6. Sono eleggibili nel Consiglio Direttivo tutti i soci che abbiano un'anzianità di iscrizione di almeno tre mesi, la rappresentanza di ciascuna Categoria di soci sarà definita in apposito regolamento elettorale.
  7. I Soci sono tenuti:
    • al pagamento della quota sociale annuale decisa dall'Assemblea;
    • all'osservanza dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni.
  8. l Soci possono essere sospesi, espulsi o radiati per i seguenti motivi:
    • qualora non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto ed alle deliberazioni prese dagli organi sociali;
    • qualora si rendano morosi nel pagamento della quota sociale senza giustificato motivo;
    • qualora in qualche modo arrechino danni morali e materiali al Circolo.
  9. Alle iniziative del Circolo possono essere invitati a partecipare persone esterne presentate dai Soci, secondo modalità che verranno stabilite dal Consiglio Direttivo.

Art. 5 - ORGANI DEL CIRCOLO
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  • Gli organi del Circolo sono:
    • L'Assemblea;
    • Il Consiglio Direttivo;
    • La presidenza;
    • Il Collegio dei Probiviri (se eletto);
    • Il collegio dei revisori dei conti (se eletto).

Art. 6 - L'ASSEMBLEA
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Assemblea è il massimo organo deliberativo del Circolo ed è composta da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali; essa rappresenta l'universalità dei soci e le sue deliberazioni legalmente adottate, obbligano tutti i soci anche se non intervenuti o dissenzienti.
L'Assemblea inoltre, può essere aperta ai familiari dei Soci, alle forze sociale ed agli operatori culturali che hanno facoltà di formulare proposte di attività e di iniziative; questi invitati non hanno diritto di voto. La assemblea ordinaria dei soci:
  1. Nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
  2. Nomina e Revoca i revisori dei conti quando previsti;
  3. Approva il bilancio consuntivo entro il 30/04 dell'anno successivo a quello di riferimento;
  4. Approva il bilancio preventivo entro il 31/12 dell'anno precedente a quello di riferimento;
  5. Delibera sulle responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azioni di responsabilità nei loro confronti;
  6. Delibera sul numero dei componenti del Direttivo e della Presidenza;
  7. Approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari;
  8. Approva il programma annuale e pluriennale d'iniziative, d'investimenti ed eventuali interventi straordinari;
  9. Delibera la costituzione di sezioni, associazioni, società ed altri organismi, decide su eventuali controversie relative ai diversi regolamenti e sulla loro compatibilità con i principi ispiratori dello Statuto;
  10. Decide l'ammontare delle quote sociali annuali;
  11. Decide sulle eventuali irregolarità riscontrate dal Collegio dei Sindaci Revisori;
  12. Esamina i ricorsi presentati dai soci avverso le decisioni del Collegio dei Probiviri;

L'assemblea Straordinaria
  1. Delibera sulle modifiche statutarie e dell'atto costitutivo;
  2. Delibera sullo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell'associazione:
    • L'Assemblea sia ordinaria che straordinaria è regolarmente costituita con la presenza di metà più uno dei Soci.
    • In seconda convocazione, l'Assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei presenti e deliber validamente maggioranza assoluta dei Soci presenti.
    • La assemblea straordinaria anche in seconda convocazione sarà regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei soci e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti su tutte le questioni poste all'ordine del giorno.
    • La seconda convocazione dell'Assemblea deve avere luogo almeno 24 ore dopo la prima.
    • L'Assemblea è convocata dal Comitato Direttivo, in via ordinaria almeno una volta all'anno, in via straordinaria su richiesta di almeno un terzo della base sociale, in questo caso l'Assemblea dovrà essere convocata entro trenta giorni dalla data in cui è richiesta.
    • L'annuncio della convocazione dovrà essere comunicato ai Soci almeno dieci giorni prima mediante avviso affisso nella bacheca della sede sociale e unità staccate e sul sito dell'associazione, specificando la data, l'ora e la sede della riunione, nonché l'ordine del giorno in discussione.
    • L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria è presieduta da un Presidente nominato dall'Assemblea stessa.
    • Le delibere assembleari, ivi compreso il bilancio approvato, oltre ad essere debitamente trascritte nel libro verbale delle assemblee dei soci, saranno pubblicizzate tramite affissione nei locali del circolo per almeno dieci giorni successivi alla data dell'assemblea.
    • Le votazioni, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o scrutinio segreto, qualora ne faccia richiesta un terzo dei presenti.
    • Le elezioni si svolgono a scrutinio segreto con modalità che favoriscono la partecipazione all'intero corpo sociale. Ciascun associato può farsi rappresentare da un altro associato tramite delega scritta anche in calce all'avviso di convocazione. Ciascun associato potrà rappresentare un massimo di tre associati. Si applicano i commi quarto e quinto dell'articolo 2372 del codice civile, in quanto compatibili.
    • Il Presidente del Comitato Elettorale comunica agli eletti i risultati delle elezioni convoca entro quindici giorni il Comitato di Presidenza per la distribuzione delle cariche.
    • La prima riunione del Comitato Direttivo è presieduta dal Consigliere che ha ricevuto il maggior numero di suffragi: in mancanza di questi dal secondo e così via.
    • Fino alla distribuzione delle cariche resta in carica il Comitato Direttivo uscente per l'ordinaria amministrazione.

Art. 7 - IL CONSIGLIO DIRETIIVO
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  1. Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, uno o più vicepresidenti, il Segretario e l'Amministratore; ogni Consigliere non può ricoprire più di una carica all'interno del Direttivo.
  2. Il consiglio direttivo è composto da nove membri
    • Ogni membro del Consiglio è rieleggibile.
  3. Il Consiglio Direttivo, inoltre, fissa la responsabilità dei Consiglieri in ordine alle attività svolte dal Circolo per il conseguimento dei propri fini.
  4. A seconda delle dimensioni del Consiglio Direttivo è possibile la costituzione di un Comitato Esecutivo composto dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario e dall'Amministratore e da eventuali altri membri.
  5. Il Consiglio Direttivo, per compiti operativi nelle sezioni, nelle associazioni, nei gruppi di interesse e negli altri suoi organismi, può avvalersi dell'attività volontaria anche di cittadini non dipendenti o ex dipendenti dell'azienda in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi.
  6. Il Consiglio Direttivo può avvalersi di commissioni di lavoro da esso nominate.
  7. Il Consigliere che, salvo giustificate cause di forza maggiore, non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio Direttivo è dichiarato decaduto.
  8. Qualora, per dimissioni o altro, venissero a mancare dei membri del Consiglio Direttivo, essi verranno via via sostituiti dai primi dei non eletti o, in mancanza, da elezioni parziali. Nel caso tali membri costituiscano la metà del Consiglio Direttivo, questo s'intende decaduto.
  9. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente in via ordinaria una volta al mese, ed in via straordinaria su richiesta di almeno un terzo membri o su richiesta del Consiglio dei Sindaci Revisori.
  10. Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente.
  11. Il Consiglio Direttivo:
    • formula i programmi di attività sociale previsti dallo sottopone all'Assemblea;
    • attua le deliberazioni dell'Assemblea;
    • propone all'Assemblea il regolamento di applicazione dello Statuto;
    • definisce i regolamenti delle sezioni, delle associazioni, dei gruppi o degli altri organismi in cui si articola il Circolo secondo le indicazioni dell'Assemblea;
    • propone all'Assemblea l'ammontare delle quote associative annuali, decide sull'ammontare delle quote suppletive per particolari attività su proposta della sezione interessata;
    • decide sulle eventuali misure disciplinari da infliggere ai soci;
    • decide le forme e le modalità di partecipazione del Circolo alle attività organizzative nella zona e l'apertura delle proprie attività alle forze sociali ed ai singoli cittadini;
    • tiene gli opportuni collegamenti con le organizzazioni sindacali in relazione a problemi di interesse comune;
    • redige il bilancio preventivo ed il rendiconto economico e finanziario annuale da approvare in sede assembleare;
    • propone all'Assemblea l'Associazione Nazionale di Promozione Sociale a cui aderire.
  12. Il Consiglio Direttivo è tenuto a verbalizzare tutte le proprie decisioni.

Art. 8 - IL PRESIDENTE
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  1. Il Presidente:
    • rappresenta il Circolo nei rapporti esterni, personalmente o a mezzo dei suoi delegati;
    • convoca il Consiglio Direttivo;
    • cura l'attuazione delle delibere del Consiglio Direttivo;
    • stipula gli atti inerenti alle attività del Circolo;
  2. Un Vice Presidente, in caso di impedimento o di prolungata assenza del Presidente, lo sostituisce nei suoi compiti.
  3. Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali, al nuovo Presidente, entro 20 giorni dall'elezione di questi
  4. Tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo alla prima riunione.

Art. 9 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI (se eletto)
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  1. La risoluzione di tutte le controversie di qualsiasi natura, insorte fra i soci e fra quest'ultimi e il Circolo, è demandata al Consiglio dei Probivi i cui componenti decidono senza formalità alcuna quali amichevoli compositori.
  2. Tutti i soci hanno il diritto di presentare reclami e di inviare segnalazioni al Collegio dei Probiviri in relazione alle attività del Circolo per quanto di competenza del Collegio stesso.
  3. Le decisioni del Collegio dei Probiviri, debbono essere prese con la presenza di almeno tre membri effettivi e supplenti e possono essere impugnate davanti all'assemblea.
  4. Il Collegio dei Probiviri è tenuto a verbalizzare le proprie decisioni.

Art. 9 Bis - COLLEGIO SINDACALE (se eletto)
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Il Collegio Sindacale si compone di tre membri effettivi eletti nell'assemblea dei soci. Il Collegio ha il compito di verificare periodicamente la contabilità, la cassa e l'inventario dei beni mobili, di esaminare e di controllare il conto consuntivo, di redigere una relazione di presentazione dei bilanci all'Assemblea, di controllare la corretta applicazione dello statuto delle leggi e dei deliberati. Il Collegio Sindacale nella sua prima riunione elegge un Presidente.

Art. 10 - DIMISSIONI
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  1. I soci possono dare le dimissioni dal Circolo secondo le modalità previste dal regolamento.
  2. Le dimissioni da organismi, incarichi e funzioni, debbono essere espresse per iscritto al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo ha facoltà di discutere e di chiedere eventuali chiarimenti prima di verificarle.
  3. In caso di dimissioni dal Consiglio Direttivo, subito dopo la ratifica da parte dell'organo stesso, spetta al Presidente del Circolo comunicare al subentrante (o ai subentranti) le variazioni avvenute.
  4. Le dimissioni da membro del Collegio Sindacale debbono essere inviate al Collegio stesso. Spetta al Presidente del collegio dei Sindaci, subito dopo la ratifica, comunicare al subentrante (o ai subentranti) ed al Consiglio del Circolo le variazioni avvenute.
  5. Le dimissioni da membro del Collegio dei Probiviri debbono essere inviate al Collegio stesso. Spetta al Presidente del collegio dei probiviri, subito dopo la ratifica, comunicare al subentrante (o ai subentranti) ed al Consiglio del Circolo le variazioni avvenute.

Art. 11 - GRATUITA' DEGLI INCARICHI
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  1. Le funzioni di membri del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Probiviri e degli organi delle sezioni, delle associazioni, società e gruppi o gli incarichi svolti dai cittadini che prestano attività volontaria, sono completamente gratuite. Eventuali rimborsi spese dovranno essere concordati e definiti specificatamente e con il Consiglio Direttivo e iscritti nel bilancio del Circolo.
  2. Tutte le prestazioni fornite dagli aderenti sono gratuite.

Art. 12 - PATRIMONIO
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  1. Il patrimonio sociale del Circolo è costituito da:
    • quote associative;
    • contributi Aziendali definiti contrattualmente tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e quelle datoriali;
    • eventuali versamenti dei dipendenti, degli ex dipendenti, dei loro famigliari e di tutti coloro che fruiscono delle iniziative del Circolo;
    • eventuali contributi pubblici;
    • proventi delle manifestazioni e delle gestioni del Circolo;
    • beni mobili ed immobili di proprietà del Circolo;
    • entrate derivanti da Raccolte di fondi finalizzati al proprio finanziamento.
    • altre entrate compatibili con le finalità sociali dell'associazionismo di promozione sociale;
    • entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
    • da tutti gli altri proventi, anche di natura commerciale, eventualmente conseguiti in via marginale dall'associazione per il perseguimento o il supporto dell'attività istituzionale;
    • contributi dell'Unione Europea e di Organismi Internazionali.
    • donazioni, lasciti testamentari, elargizioni speciali, sia di persone sia di enti pubblici o privati, concessi senza condizioni che limitino l'autonomia del Circolo;
    • Le somme di cui al punto precedente, si intendono date senza vincolo di scopo e/o di risultato, essendo pertanto escluso che il Circolo si debba ritenere limitato o vincolato nei confronti del donante.
    • Tutte le quote associative periodicamente versate dai soci sono intrasmissibili e non rivalutabili.
    • In tutti i casi in cui il vincolo associativo dovesse sciogliersi, il socio non ha diritto alla restituzione della quota associativa versata, né alla divisione del patrimonio sociale.

Art. 13 - ESERCIZI SOCIALI
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  1. Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre d'ogni anno.
  2. Alla fine d'ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio che deve essere presentato all'approvazione dell'Assemblea entro il 30 aprile successivo. Tale rendiconto verrà sottoposto all'attenzione di un Organo competente ed esterno al Circolo, il quale ha il compito di redigere una relazione accompagnatoria, all'interno della quale dovrà valutare il rispetto dei principi di natura economica e patrimoniale.
  3. E' vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili od avanzi di gestione, di fondi o riserve durante la vita del Circolo a meno che la destinazione o distribuzione non siano imposte per legge.
  4. Eventuali avanzi di gestione debbono essere reinvestiti a favore d'attività istituzionali statutariamente previste.
  5. I bilanci regolarmente approvati oltre ad essere regolarmente trascritti nel libro verbale dell'Assemblea, rimangono affissi nei locali del circolo per almeno 10 giorni successivi alla data d'approvazione. Successivamente ogni socio ne potrà prendere visione e chiederne copia facendo richiesta al Presidente.

Art. 14 - MODIFICHE STATUTARIE
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  1. Il presente statuto può essere modificato con decisione dell'Assemblea.
  2. Le eventuali modifiche al presente Statuto potranno essere deliberate in prima convocazione con voto favorevole della maggioranza dei Soci presenti ed in seconda convocazione col voto favorevole della maggioranza dei Soci presenti, qualunque sia il loro numero.

Art. 15 - SCIOGLIMENTO DEL CIRCOLO
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Lo scioglimento del Circolo è deliberato dall'Assemblea Straordinaria con il voto favorevole di almeno 3/4 dei soci presenti o rappresentati. In caso di scioglimento per qualunque causa del Circolo, il patrimonio eventualmente residuato sarà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, mediante delibera dell'assemblea straordinaria, e previa audizione dell'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n°662, salvo diversa destinazione. Successivamente alla costituzione del Registro nazionale del terzo settore in caso di scioglimento l'assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche non soci, determinandone gli eventuali compensi. Il patrimonio residuo che risulterà dalla liquidazione è devoluto ad altra associazione del terzo settore previo parere del "Registro Unico Nazionale del terzo settore" salvo altra destinazione imposta dalla legge.


Approvato dall'Assemblea dei soci del 8 Aprile 2019